Decreti ingiuntivi delle società cessionarie di crediti: cosa fare

Negli ultimi anni è aumentato in modo significativo il numero di decreti ingiuntivi richiesti da società cessionarie di crediti, spesso legati a vecchie posizioni debitorie bancarie o finanziarie. Comprendere cosa sono, quando sono legittimi e soprattutto cosa fare e come opporsi a un decreto ingiuntivo, è fondamentale per tutelare i propri diritti.
Inoltre è determinante, intervenire subito, visto che di norma ci sono solo 40 giorni per presentare una opposizione.
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Cosa sono le società cessionarie di crediti
Le società cessionarie del credito sono soggetti (spesso società di recupero o fondi) che acquistano crediti deteriorati (NPL – Non Performing Loans) da banche o finanziarie.
👉 In pratica:
- La banca vende il credito
- La società cessionaria diventa il nuovo creditore
- Può agire legalmente per il recupero
Decreto ingiuntivo: cos’è e quando arriva
Il decreto ingiuntivo è un provvedimento del giudice che ordina al debitore di pagare una somma entro un certo termine (di solito 40 giorni).
Le società cessionarie lo richiedono quando:
- Il credito risulta documentato (contratti, estratti conto, ecc.)
- Il debitore non ha pagato spontaneamente
Spesso il decreto è:
- immediatamente esecutivo
- accompagnato da minaccia di pignoramento
Criticità dei decreti ingiuntivi delle cessionarie
Molti decreti ingiuntivi emessi su richiesta di società cessionarie presentano profili di illegittimità.
1. Mancanza di prova della cessione
È frequente che:
- non venga prodotta la documentazione completa
- manchi la prova dell’effettivo trasferimento del credito
👉 Senza prova della cessione, il decreto può essere contestato.
2. Documentazione incompleta del credito
Spesso mancano:
- contratto originario
- estratti conto analitici
- dettaglio degli interessi
👉 Questo rende il credito non sufficientemente provato.
3. Prescrizione del credito
Molti crediti sono:
- prescritti (5 o 10 anni)
- riattivati illegittimamente
👉 La prescrizione è una delle difese più efficaci.
4. Errori negli importi richiesti
Capita frequentemente che:
- vengano applicati interessi illegittimi
- vi siano duplicazioni o calcoli errati
Come opporsi a un decreto ingiuntivo
Se hai ricevuto un decreto ingiuntivo da una società cessionaria, puoi fare opposizione entro 40 giorni.
Passaggi fondamentali:
- Contattare un avvocato esperto
- Analizzare la documentazione
- Verificare:
- legittimità della cessione
- prescrizione
- correttezza degli importi
- Depositare atto di opposizione
⚠️ Attenzione: i tempi sono brevi. Agire subito è fondamentale.
Quando conviene opporsi
L’opposizione è consigliata quando:
- non riconosci il debito
- il credito è molto vecchio
- la documentazione è incompleta
- l’importo appare gonfiato
In molti casi è possibile:
- ottenere la revoca del decreto
- ridurre significativamente il debito
- raggiungere un accordo transattivo
Difendersi è possibile: cosa può fare un avvocato
Un avvocato specializzato può:
- bloccare azioni esecutive
- verificare la legittimità del credito
- contestare la cessione
- negoziare una riduzione del debito
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I decreti ingiuntivi delle società cessionarie di crediti non sono sempre legittimi. Una verifica approfondita può fare la differenza tra pagare somme non dovute e difendere efficacemente i propri diritti.
👉 Se hai ricevuto un decreto ingiuntivo, agisci subito e Contatta il Nostro Studio per una consulenza e verifica immediata della tua situazione .
Spesso la notifica dei decreti ingiuntivi, sono il sintomo di presenza di debiti e difficoltà economiche, se anche Tu ti trovi in questa condizione, puoi scoprire come intervenire in questo articolo “Troppi debiti come fare a trovare una soluzione“.
