Risarcimento danni per errore medico

Ottenere un risarcimento danni per errore medico. Legge “Gelli-Bianco”

Lo Studio C&P Legal fornisce piena tutela ai propri assistiti in materia di risarcimento danni per errore medico, responsabilità professionale sanitaria e malasanità.

Il nostro studiograzie alla sua rete capillare di legali, opera in tutta Italia garantendo assistenza legale “on line” e “di persona” a chiunque ne avesse necessità.

Attraverso la partnership di legali specializzati e professionisti esperti nel settore medico mette a disposizione dei propri clienti condizioni  di assistenza particolarmente favorevoli.

CONDIZIONI DI ASSISTENZA LEGALE FORNITE DALLO STUDIO
  • Verifica preliminare con valutazione gratuita dell’eventuale danno, attraverso la consulenza di dottori specializzati per ciascun settore;
  • Nessun anticipo richiesto per lo svolgimento dell’attività;
  • il corrispettivo ai professionisti spetterà al termine del giudizio, solo in caso di esito positivo.
DESCRIZIONE DEL SERVIZIO

Il mondo sanitario è spesso causa di danni nei confronti delle persone determinati da errori, valutazioni errate, omesse e ritardate diagnosi, interventi operatori non all’altezza o eseguiti in maniera sbagliata. Nell’eventualità in cui il bene fondamentale della salute subisca un pregiudizio o venga parzialmente o totalmente compromesso in conseguenza di una errata procedura medica, il danneggiato ed eventualmente i propri congiunti hanno la possibilità di conseguire un congruo ed equo risarcimento danni per errore medico e per ottenerlo possono affidarsi allo Studio.

LA NORMATIVA AGGIORNATA

La legge n. 24 dell’8 marzo 2017 cd. legge “Gelli-Bianco” ha introdotto alcune novità, modificando la disciplina relativa alla responsabilità medica e al risarcimento danni per errore medico. Tra i cambiamenti imposti dalla nuova legge c’è indubbiamente la questione della prescrizione.

L’articolo 7 della legge Gelli-Bianco in effetti distingue la responsabilità del medico rispetto a quella della struttura sanitaria. Nello specifico la struttura risponde delle condotte dolose o colpose dei sanitari che vi lavorano.

Trattasi di responsabilità contrattuale (vedi artt. 1218 e 1228 del Codice Civile) e pertanto presenta un termine di prescrizione di anni 10. In questo caso il danneggiato deve provare il rapporto contrattuale, il pregiudizio (danno) patito, ma per espresso orientamento giurisprudenziale non è esonerato dall’onere di provare il nesso di causa tra la condotta del debitore e il danno di cui domanda il risarcimento, onere che va assolto “dimostrando con qualsiasi mezzo di prova che la condotta del sanitario è stata, secondo il criterio del “più probabile che non”, la causa del danno” (Cass. n. 18392/17. In questo caso il debitore è responsabile per l’inadempimento di un’obbligazione se non prova che lo stesso è dovuto a una causa a lui non imputabile..

Quando invece si fa valere la responsabilità del singolo dottore o sanitario, o operatore medico, si verte nell’ipotesi di responsabilità extracontrattuale, disciplinata dall’art. 2043 c.c.. La disposizione impone un termine di prescrizione più breve segnatamente quello di anni 5. Per le caratteristiche dell’azione giudiziaria da promuovere il danneggiato dovrà dimostrare il fatto illecito, il danno patito e il nesso di causa tra condotta del medico e danno provocato.

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