Il nuovo sovraindebitamento 2021. Modifiche e novità

La legge n. 176 del 18 dicembre 2020, pubblicata il 24.12.2020, che ha convertito in legge il “Decreto Ristori” disciplina il nuovo sovraindebitamento 2021 con modifiche e novità. I notevoli cambiamenti introdotti alla legge 3/2012 spingono a parlare di “nuovo sovraindebitamento”.

La l. n. 3 del 27 gennaio 2012 disciplina la normativa nella sua originaria versione. La nuova legge, come detto, ha previsto delle modifiche al sovraindebitamento con novità per i debitori, che vale la pena approfondire..

Il legislatore, in sostanza, ha inteso anticipare le regole del cd. Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza (emanato con il D. Lgs n. 14/2019) per porre rimedio alla diffusa crisi, aggravata dall’emergenza COVID-19. Contestualmente ha introdotto delle semplificazioni per l’accesso alla procedura del sovraindebitamento per le imprese minori e i consumatori (cfr. art. 4 ter).

Il nostro studio ha già in altre occasioni trattato la tematica del sovraindebitamento spiegando nei vari articoli anche come ridurre i propri debiti . Rinviamo per un esame più approfondito ai relativi contenuti soprattutto per quanto riguarda i quesiti come quelli seguenti: “chi può accedere alla procedura di sovraindebitamento”; “come uscire da un sovraindebitamento” o “cosa rientra nel sovraindebitamento”.

In questo articolo si intende sintetizzare le principali novità per consentire di conoscere i cambiamenti della normativa. Contestualmente si spera di consentire a chi si trova in difficoltà economica di conoscere i propri diritti e le possibilità riservate dalla nuova legge.

In primis si chiarisce, ancora una volta (ove ce ne fosse bisogno) che destinatari della legge sul sovraindebitamento sono le piccole imprese non fallibili, i professionisti e i consumatori. Questi ultimi sono intesi come le persone fisiche che agiscono per scopi estranei all’attività imprenditoriale o professionale. Le persone fisiche socie di una società possono essere ritenute come consumatori, purché i debiti contratti siano estranei a quelli sociali.

Passando in rassegna gli aspetti più interessanti introdotti dalla nuova legge si osservano i seguenti cambiamenti.

  • È generalmente ammessa la decurtazione (falcidia) per l’IVA, dove era prima prevista la sola dilazione di pagamento. Sul punto la Corte Costituzionale, già si era pronunciata con sentenza n. 245 del 22 ottobre 2019, ritenendo incostituzionale la norma che non prevedeva per tale imposta la riduzione al pari delle altre imposte.
  • la nuova normativa esclude dal sovraindebitamento tutti coloro che hanno beneficiato dell’esdebitazione per due volte.
  • La legge in esame ha introdotto l’ipotesi di sovraindebitamento a favore dei nuclei familiari. Nello specifico i membri di una famiglia possono presentare un’unica domanda per attivare una singola procedura di sovraindebitamento. La condizione è che siano conviventi e le difficoltà economiche presentino la stessa causa o fonte. Il fine perseguito è quello di garantire uno strumento di risoluzione per tutte le difficoltà economiche degli appartenenti alla stessa famiglia. In effetti coabitando, tutti i membri della famiglia sono assoggettati alle medesime difficoltà.
  • Ammissione senza dubbi ed eccezioni dei debiti derivanti da contratti di finanziamento con cessione del quinto, tfr, pensione come casi per i quali è ammesso un accordo di ristrutturazione da sovraindebitamento. Sul punto va chiarito che c’erano precedentemente dei contrasti sull’ammissione di questo tipo di finanziamento negli accordi di ristrutturazione perché attengono a somme attualmente non disponibili. I dubbi e le incertezze interpretative sono state oramai spazzate via.
  • Ulteriore novità riguarda il mutuo ipotecario sulla casa dove si abita. In sintesi è consentito prevedere una ipotesi di accordo formulata dal consumatore nel piano del consumatore per le rate a scadere del mutuo. In sostanza se il sovraindebitamento è presente per il consumatore, ma le difficoltà economiche non hanno mai portato a ritardi od omissioni di pagamento delle singole rate del mutuo, questo viene escluso dalla decurtazione dei crediti. Può essere concesso dal giudice quindi il pagamento alla scadenza prevista dal contratto delle rate del mutuo, consentendo al sovraindebitato di escludere una categoria di debito dalla proposta. Ciò serve per facilitare l’utilizzo della procedura di sovraindebitamento a favore delle persone interessate, evitando che la regolamentazione del debito del mutuo determini difficoltà all’omologazione del piano.
  • Ultima novità di grande impatto è la possibilità di accesso all’esdebitazione, solo per una volta nella vita, per chi sia incapiente. E’ necessario tuttavia rispettare l’obbligo di pagamento del debito, entro quattro anni dal decreto del giudice, nel caso in cui sopraggiungessero nel patrimonio del debitore esdebitato delle utilità idonee a soddisfare i creditori in misura non inferiore al 10 per cento dei loro crediti. Per beneficiare di questo particolare strumento il “debitore incapiente” deve essere meritevole e quindi non aver determinato le proprie difficoltà economiche.

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